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ARVI THE SWISS VAULT OF FINE AND RARE WINES

Vintage Report EP2019

Resoconto dell’annata EP 2019
Molto probabilmente la campagna En Primeur 2019 passerà alla storia come la più eccezionale che la regione abbia mai visto dalla sua nascita. Poiché il COVID-19 ha reso impossibili le degustazioni UGC e le visite in loco, i campioni sono stati recapitati ai degustatori invece di essere condivisi tra le mura degli Châteaux e gli incontri virtuali su Zoom hanno sostituito i più intimi faccia a faccia che solitamente hanno luogo per approfondire l'annata. Tuttavia, ciò che è rimasto costante da parte di Bordeaux è l'incessante ricerca della qualità e la passione nel condividere le sue storie di vendemmie e di vini. Fortunatamente per tutti noi, l'annata 2019 ha dato risultati eccellenti.
Se paragonassimo la stagione di crescita ad un gioco per bambini, potremmo pensare ad essa come al gioco di “Un, due, tre, stella!”, dove si parte rapidamente per poi fermarsi e ripartire di nuovo. L'inverno è stato, a grandi linee, breve e secco. Dopo un gennaio molto freddo, a febbraio le temperature sono salite a 28°C, stimolando le viti e facendo aprire le gemme circa 15 giorni prima rispetto ad un'annata media. Il mese di aprile è stato freddo e umido provocando gelo sia ad aprile che a maggio, senza però causare troppi danni. Il clima più fresco ha poi permesso di riavvicinarsi alle medie stagionali.
Il caldo è iniziato alla fine di giugno e si è protratto fino ai primi di agosto, provocando siccità e stress idrico per le viti in alcune zone, ma producendo al contempo un frutto particolarmente sano e piccoli acini concentrati sia nello zucchero che nell'acidità e nel tannino.
In generale, la vendemmia è iniziata a fine agosto per alcuni bianchi ed è ripresa a metà settembre per il Merlot, seguito da Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc e Petit Verdot verso fine settembre-inizio ottobre. Molti produttori hanno utilizzato un sistema di tri (selezione) durante la vendemmia, passando più volte attraverso i filari e raccogliendo le uve la cui maturazione è stata eterogenea. Tutti gli Châteaux sono rimasti estasiati dalla qualità e dalla salute del frutto come pure dalle rese.

Merlot

Petit Verdot

È difficile dire se alcune appellazioni o varietà siano andate meglio di altre nel loro insieme. Véronique Dausse di Phélan-Ségur a St. Estèphe ha apprezzato la qualità del frutto dai suoi terreni argillosi ben idratati. Emmanuel Cruse di D'Issan si è rallegrato dell'annata per Margaux, ha infatti spiegato: "Per una volta le rese sono state abbastanza buone e questo ha permesso alle nostre uve di mantenere la loro freschezza e il loro equilibrio anche in condizioni più asciutte." Alcuni Châteaux, tra cui Lynch Bages, ritengono che sia l'annata del Cabernet Sauvignon per la riva sinistra, ma anche il Petit Verdot piantato su terreni più densi ha dato ottimi risultati. Sulla riva destra, Stephan Von Neipperg di Canon-la-Gaffelière e La Mondotte ha dichiarato: "Il Merlot sul suolo calcareo di St. Emilion è stato eccellente" , mentre a Sauternes e Barsac, Jean-Jacques Dubourdieu di Doisy-Daëne ha spiegato che la leggera pioggia di settembre ha favorito lo sviluppo della botrytis permettendo di ottenere un raccolto lineare, senza stress idrico e di ottima qualità.
Si può comunque affermare, in linea generale, che vi sono vini eccellenti in tutte le fasce di prezzo e nelle varie sottoregioni, quindi ce n’è davvero per tutti i gusti.
Per quanto riguarda lo stile, la maggior parte dei vini rossi possiede profili fruttati più scuri e decisi, dotati di una concentrazione notevole ma anche di una meravigliosa precisione e freschezza. Molti produttori come Smith Haut Lafitte hanno paragonato il loro 2019 ad un ipotetico blend del 2015 - per il frutto e la ricchezza - e del 2016 - per il nucleo classico e raffinato. Alcuni Châteaux hanno prodotto vini ancora più classici, come Domaine de Chevalier che confronta il proprio 2019 con il 2016, 2010, 2008 e 2001, o come Grand Puy Lacoste che vede il suo 2019 come una versione più ricca del 1996. Château Coutet ritiene che i propri vini siano leggermente più ricchi e accosta il proprio Barsac al 2005 o al 2015. I bianchi si situano in un'ampia gamma di stili, da quelli freschi e croccanti a quelli più ricchi e corposi, come Pape Clément Blanc.
Ci si potrebbe chiedere perché acquistare En Primeur in questo delicato periodo? Una ragione non indifferente è che molti vini sembrano avere un prezzo di gran lunga inferiore a quello dei loro omologhi del 2018, anche se la qualità complessiva non è affatto inferiore. È anche bene ricordare che durante la Campagna En Primeur molti vini possono essere ordinati in diversi formati, che si tratti di mezze, magnum, jeroboam o di bottiglie ancora più grandi. Il proprietario di uno Château ha addirittura confermato la possibilità di richiedere una bottiglia da 27 litri (un "primat") che potrà essere conservata e aperta per festeggiare momenti più edificanti e festosi. Ora, io non vedo l’ora di poterlo fare!
Robin Kick, Master of Wine
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